“Caro Renzi, ti scrivo”,
un’associazione di librai indipendenti scrive al Premier

Caro Renzi, ti scrivo

Intervista al Presidente

“Non vogliamo più curare il nostro orticello, vogliamo vedere oltre, per non morire”, dichiara Luciano Gregori, Presidente della L.I.R. e suo “motore trainante”.

Egregio Sig. Presidente Matteo Renzi, chi Le scrive è il Presidente di una neo associazione composta da 25 librai della Regione Lazio denominata L.I.R., Librerie Indipendenti Riunite...” (www.librerie-indipendenti-riunite.org).

Luciano Gregori, titolare insieme alla moglie Stefania e alla figlia Valentina della storica Libreria A. Manzoni di Roma in viale Parioli, nella sua veste di Presidente della L.I.R., il 15 ottobre scorso ha preso carta e penna e ha scritto “una missiva diretta al Premier di questo Paese”, per denunciare la battaglia per la sopravvivenza che la sua categoria sta vivendo, strozzata da un lato dalle grandi catene commerciali e dall’altra dal gigante Amazon.

“Finora nessun’altra associazione aveva fatto mai nulla per difendere gli interessi delle librerie indipendenti, allora ho detto: basta! ed è nata nel marzo 2014 la L.I.R.”.
Gregori ama il proprio lavoro “nonostante la crisi e la sfiducia dilagante, svolgiamo con passione il nostro mestiere.

Nelle nostre imprese, se vogliamo possiamo definirle artigianali, vi è l’impegno nostro, delle nostre famiglie e dei nostri collaboratori, operando sempre con professionalità che mettiamo gratuitamente a disposizione delle persone, con consigli utili per cercare di far crescere più lettori, nella speranza che l’Italia cominci a risalire la graduatoria, invece di essere il fanalino di coda dell’Europa”.
Eppure, prosegue Gregori leggendo la lettera mentre si trova alla cassa della sua libreria
“nonostante l’impegno, l’ottimismo, l’essere in regola con le tasse, la coscienza civile e tutto il resto, noi non veniamo considerati cittadini al 100% del Paese che Lei governa, perché continuate, come tutti i Governi, a proteggere e salvare i potenti con leggi fatte ad hoc per loro”.
Parole forti, non fa sconti a nessuno Gregori, romano, classe 1948, perché oggi essere librai in Italia rappresenta una sfida quotidiana, del resto i venticinque librai laziali non chiedono favoritismi, ma solo di essere ascoltati e aiutati. La lettera pone in evidenza che “aziende straniere, senza commettere nulla di irregolare, in questi anni hanno approfittato di un vuoto normativo che consente loro di non pagare le tasse nel Paese dove producono profitti.
Nel nostro caso, in Italia, ci ritroviamo così con migliaia di piccole e medie imprese nazionali che continuano a pagare regolarmente le tasse, mentre ad altri soggetti è consentito fare profitti non tassati”
.

Altri Governi “di altri Paesi più civili” hanno dato ascolto al grido di dolore dei librai indipendenti, l’Italia, terra di cultura, no. Anzi, sempre per favorire le grandi lobby, in nome del progresso, è stato commesso un altro errore, portando l’iva al 4% sull’ebook, permettendo all’Editore di abbattere ulteriormente il costo.

“Vi è poi il problema della grande distribuzione non editoriale, supermercati e uffici postali dove la cosiddetta scontistica è talmente elevata, da penalizzare ancora una volta il libraio, eppure la legge Levi, che tutti i Governi provano ad abrogare per oscuri motivi, imponeva dei livelli di sconti che non devono superano il 15%, ma che vengono regolarmente aggirati, di conseguenza si finisce nell’illegalità ma come al solito nessuno ci fa caso”,
prosegue Gregori che si dichiara non per questo antiprogressista ma contro le lobby editoriali che “stanno facendo diventare il libro simile a un prodotto da supermercato”.

Per l’agguerrito libraio è arrivata finalmente l’ora che il Governo Renzi “si assuma la responsabilità e metta in agenda, una legge chiara e definitiva sull’editoria e senza spremervi più di tanto le meningi, basta ricopiare e attuare le leggi che hanno varato i governi più attenti alle problematiche descritte”.

Accoglierà l’appello il Premier o continuerà “a restare sordo alle nostre richieste? Se non avremo risposta da Renzi, il prossimo 22 gennaio non alzeremo la saracinesca per protesta” promette Gregori.
L.I.R. Copyright © 2016. / Credits Marilisa Bragazzi