Librerie indipendenti contro Renzi.
“Il Governo latita, basta, noi scioperiamo”

Librerie Indipendenti Riunite “Se il Premier Renzi non risponde, noi scioperiamo”: a parlare è Luciano Gregori, presidente dell’associazione Librerie Indipendenti Riunite. I motivi della protesta.
“Sono deluso, mi aspettavo una risposta del Premier, almeno che ci scrivesse: Mi dispiace, non posso aiutarvi”, dichiara Luciano Gregori, Presidente della L.I.R. (Librerie Indipendenti Riunite) annunciando che gli aderenti all’associazione che presiede, inaugureranno il 2016 con una giornata di chiusura per protesta.
“Il Governo latita, basta, noi scioperiamo”. Avevamo lasciato Luciano Gregori, titolare della Libreria A. Manzoni di Roma in viale Parioli, e Presidente della L.I.R. agguerrito ma pieno di speranza.

Il cittadino Gregori che, come afferma con vigore, paga le tasse “forse anche troppe”, come aveva scritto una lettera al Premier Renzi, della quale avevamo dato conto nel nostro precedente articolo, nella quale c’era una vibrata protesta della categoria per il disagio al limite della sopravvivenza che i librai stanno vivendo, strozzati da un lato dalle grandi catene commerciali e dall’altra dal gigante Amazon.
A distanza di oltre trenta giorni da Palazzo Chigi “non è pervenuta neanche mezza riga di risposta” quindi, alea iacta est, il dado è tratto, “passiamo dalle parole ai fatti”. Infatti, annuncia Gregori dietro al bancone del suo posto di comando, “le librerie associate L.I.R. resteranno chiuse per protesta lunedì 18 gennaio 2016”.
Un modo insolito di iniziare l’anno nuovo, che va contro gli stessi interessi dei negozianti che in questo modo perdono una giornata di lavoro.
“Insieme ai miei colleghi riuniti in assemblea, ieri abbiamo deciso di protestare contro il silenzio del Capo del Governo con questa giornata nella quale terremo le saracinesche abbassate”,
chiarisce Gregori che si prepara ad avvisare i suoi clienti con una locandina, che porrà quanto prima nella vetrina del locale.
“Ovviamente ci scusiamo con i nostri clienti per il disagio che arrecheremo loro con questa protesta, quanto mai dolorosa ma necessaria. Del resto la colpa non è nostra ma del Governo che continua a restare sordo e indifferente alle nostre richieste. In primis quella di mettere in agenda una proposta di legge seria sull’Editoria che tuteli i diritti e gli interessi di tutti e non solo quelli delle grandi lobby editoriali, i colossi del web e la grande distribuzione, legge esistente in tutti i Paesi civili, con governi più seri e attenti a tutelare le librerie indipendenti”,
precisa il titolare della Libreria Manzoni. Inoltre Gregori tiene a sottolineare che
“questa protesta, vuole difendere e salvaguardare soprattutto i lettori della Manzoni e di tutte le librerie, perché se il governo continuerà a disinteressarsi del problema, facendo finta che non esista, in un futuro non lontano, i veri lettori, quelli che amano entrare nelle librerie di quartiere, che hanno una storia alle spalle come questa, non lo potranno più fare, perché i librai indipendenti e le loro librerie chiuderanno”.
E questo è assolutamente da evitare, si accalora Gregori affermando che “al Premier Renzi sarebbe da porre la domanda: Quanto vale la cultura in Italia?”.
“Poco - si risponde sconsolato - nel nostro Paese si legge meno che nel resto d’Europa, cifre alla mano, e questo è molto triste se pensiamo al nostro sterminato patrimonio di autori”.
A proposito di scrittori, domandiamo a Gregori se in questo lungo mese in attesa di un cenno da Palazzo Chigi ha mostrato la lettera da lui inviata al Premier Renzi a qualche autore o uomo politico abituale frequentatore della sua libreria.
“Certamente - ci risponde - tutti hanno lodato la mia iniziativa, congratulandosi con il sottoscritto ma quando si è trattato di dare una mano fattiva, beh, il risultato lo potete certamente immaginare...”.
L.I.R. Copyright © 2016. / Credits Marilisa Bragazzi